Quando la rizoartrosi raggiunge uno stadio avanzato, l’impatto sulla qualità della vita può diventare tale da indurre a prendere in considerazione l’intervento chirurgico.
Tra le soluzioni più comuni vi sono due tecniche in particolare: la trapeziectomia e l’inserimento di una protesi trapezio-metacarpale.
L’obiettivo è il medesimo: alleviare il dolore, ripristinare la mobilità e preservare la funzionalità del pollice. Differiscono per principio, decorso postoperatorio e indicazioni.
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Protesi di pollice per conservare movimento e forza
La protesi trapezio-metacarpale sostituisce l’articolazione usurata tra il trapezio e il primo metacarpo con l’obiettivo di ripristinare movimenti quasi naturali.
Questa tecnica è particolarmente indicata per i pazienti ancora attivi, le cui attività richiedono una buona mobilità e una certa forza di prensione.
Vantaggi :
Informazioni utili :
Per maggiori dettagli: Protesi del pollice: funzionamento e risultati
Trapeziectomia: una soluzione comprovata
La trapeziectomia prevede la rimozione del trapezio, l’osso usurato responsabile del dolore.
Può essere integrata dall‘interposizione tendinea o dalla legamentoplastica per stabilizzare l’articolazione.
Si tratta di una tecnica chirurgica ben collaudata e ancora ampiamente utilizzata, soprattutto quando non è possibile impiantare una protesi.
Vantaggi :
Possibili limiti :
Questa soluzione viene spesso proposta a persone con requisiti funzionali meno esigenti o quando le condizioni dell’articolazione rendono inadeguato l’impianto di una protesi.
Una scelta guidata dal profilo di ciascun paziente
Non esiste un’unica regola di selezione tra la trapeziectomia e l’impianto di una protesi.
La scelta è determinata da diversi fattori valutati durante la visita chirurgica :
Quando si rende necessario un intervento, la pagina Quando ricorrere alla chirurgia per la rizoartrosi può aiutarti a individuare il momento giusto per fare il punto con uno specialista.
Due tecniche, un unico obiettivo: riacquistare un uso confortevole della mano
Trapeziectomia o protesi: è necessario adattare la tecnica al paziente, non il contrario. Il chirurgo della mano svolge un ruolo centrale in questa decisione, spiegando :
In tutti i casi, l’intervento fa parte di un programma di cura progressivo, che inizia molto prima con soluzioni non chirurgiche :
ortesi, infiltrazioni, fisioterapia e autoriabilitazione, ecc.
Per comprendere il follow-up post-operatorio :