Quando la rizoartrosi raggiunge uno stadio avanzato, l’impatto sulla qualità della vita può diventare tale da indurre a prendere in considerazione l’intervento chirurgico.

Tra le soluzioni più comuni vi sono due tecniche in particolare: la trapeziectomia e l’inserimento di una protesi trapezio-metacarpale.

L’obiettivo è il medesimo: alleviare il dolore, ripristinare la mobilità e preservare la funzionalità del pollice. Differiscono per principio, decorso postoperatorio e indicazioni.

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Protesi di pollice per conservare movimento e forza

La protesi trapezio-metacarpale sostituisce l’articolazione usurata tra il trapezio e il primo metacarpo con l’obiettivo di ripristinare movimenti quasi naturali.

Questa tecnica è particolarmente indicata per i pazienti ancora attivi, le cui attività richiedono una buona mobilità e una certa forza di prensione.

Vantaggi :

  • Recupero più rapido : il ritorno alle attività quotidiane è generalmente più rapido rispetto a quanto avviene con la trapeziectomia.

  • Migliore forza e mobilità del pollice.

  • Risultato esteticamente discreto, senza accorciamenti visibili.

  • Soluzione reversibile, che lascia aperta la possibilità di ulteriori interventi in caso di usura o guasto.

Informazioni utili :

  • La durata utile della protesi è compresa tra i 10 e i 15 anni.

  • Può essere controindicata in caso di deformità significativa dell’osso trapezio o di danni all’articolazione STT (scafo-trapezio-trapezoide).

  • Si raccomanda un monitoraggio regolare per garantire il corretto posizionamento dell’impianto.

Trapeziectomia: una soluzione comprovata

La trapeziectomia prevede la rimozione del trapezio, l’osso usurato responsabile del dolore.

Può essere integrata dall‘interposizione tendinea o dalla legamentoplastica per stabilizzare l’articolazione.

Si tratta di una tecnica chirurgica ben collaudata e ancora ampiamente utilizzata, soprattutto quando non è possibile impiantare una protesi.

Vantaggi :

  • Tecnica con comprovate evidenze cliniche su diversi decenni.

  • Basso rischio di complicanze meccaniche.

  • Nessun rischio di usura dell’impianto (soluzione potenzialmente permanente).

Possibili limiti :

  • Tempi di recupero più lunghi, con diverse settimane o addirittura mesi di riabilitazione.

  • Leggera perdita di forza in alcuni casi, soprattutto nei movimenti a pinza.

  • Aspetto del pollice talvolta alterato da una progressiva rientranza del dito.

Questa soluzione viene spesso proposta a persone con requisiti funzionali meno esigenti o quando le condizioni dell’articolazione rendono inadeguato l’impianto di una protesi.

Una scelta guidata dal profilo di ciascun paziente

Non esiste un’unica regola di selezione tra la trapeziectomia e l’impianto di una protesi.

La scelta è determinata da diversi fattori valutati durante la visita chirurgica :

  • Livello di impatto sulla vita quotidiana.

  • Stadio della rizoartrosi visibile con radiografia o TAC.

  • Qualità ossea, forma del trapezio e condizioni dell’articolazione STT.

  • Attività professionale o manuale, aspettative personali.

  • Storia di interventi chirurgici precedenti.

Quando si rende necessario un intervento, la pagina Quando ricorrere alla chirurgia per la rizoartrosi può aiutarti a individuare il momento giusto per fare il punto con uno specialista.

Due tecniche, un unico obiettivo: riacquistare un uso confortevole della mano

Trapeziectomia o protesi: è necessario adattare la tecnica al paziente, non il contrario. Il chirurgo della mano svolge un ruolo centrale in questa decisione, spiegando :

  • I benefici attesi a breve e a lungo termine,

  • gli eventuali vincoli postoperatori,

  • le alternative possibili in caso di controindicazioni.

In tutti i casi, l’intervento fa parte di un programma di cura progressivo, che inizia molto prima con soluzioni non chirurgiche :

ortesi, infiltrazioni, fisioterapia e autoriabilitazione, ecc.

Per comprendere il follow-up post-operatorio :