Bisogna fermarsi quando il pollice diventa doloroso?

Alcune persone, quando scoprono di soffrire di rizoartrosi, pensano che sia meglio evitare qualsiasi sforzo.

Il movimento è invece un prezioso alleato: a condizione di adattare i movimenti e ascoltare il proprio corpo, praticare attività fisica può aiutare a convivere meglio con l’artrosi del pollice.

In questa pagina collegata alla sezione Vivere con la rizoartrosi, scopriamo come continuare a muoversi senza aggravare il dolore.

Rimanere attivi nonostante la rizoartrosi

Il preconcetto secondo cui l’artrosi impone l’immobilità è oggi superata.

L’attività fisica, anche leggera, ha dimostrato i suoi benefici nella gestione del dolore cronico e nel rallentamento dell’evoluzione di alcune artrosi, in particolare perché riduce l’infiammazione sistemica.

Per le persone affette da rizoartrosi, rimanere attivi permette di :

  • Mantenere la flessibilità e la mobilità del pollice

  • Limitare la rigidità articolare

  • Rafforzare i muscoli che sostengono l’articolazione trapezio-metacarpale

  • Migliorare la circolazione sanguigna e il tono generale

  • Prevenire l’anchilosi, le compensazioni e le posture inadeguate

La cosa più importante è trovare i movimenti giusti, con il giusto ritmo, in base alle proprie capacità.

Attività che possono essere praticate se si soffre di rizoartrosi

Anziché elencare sport “vietati” o “concessi”, è più logico fare considerazioni in funzione del livello di sollecitazione del pollice.

Attività a basso impatto articolare

Queste attività coinvolgono marginalmente le mani o non impongono sforzi importanti a livello del pollice.

Sono generalmente ben tollerate :

  • Camminata, escursioni semplici

  • Nuoto, aquagym, balneoterapia

  • Yoga leggero, stretching, Pilates adattato

Queste attività favoriscono il benessere generale risparmiando le articolazioni.

Attività moderatamente impegnative

Coinvolgono le mani in modo occasionale o controllato.

Possono essere considerate, a condizione di essere adattate :

  • Bicicletta (con impugnature ergonomiche o guanti specifici)

  • Danza o ginnastica senza appoggi prolungati

  • Rafforzamento muscolare leggero e controllato

Per queste attività si consiglia di adattare i movimenti, indossare un’ortesi e ascoltare il proprio corpo.

Attività che comportano un’elevata sollecitazione del pollice

Attività che implicano una forte pressione, gesti ripetuti di prensione o impatti diretti :

  • Sport con racchetta o palla

  • Sport da combattimento

  • Sollevamento pesi con carichi pesanti

Queste pratiche non sono necessariamente da escludere, ma richiedono un parere medico e la sorveglianza da parte di un professionista formato sulle patologie articolari, come un fisioterapista o un insegnante di attività fisica adattata.

Precauzioni da rispettare prima di riprendere l’attività fisica

Prima di riprendere qualsiasi attività fisica, si raccomanda di :

  • Parlarne con un professionista, soprattutto in caso di trattamento o intervento chirurgico recente (vedi la nostra pagina sul follow-up postoperatorio della rizoartrosi)

  • Iniziare gradualmente, senza forzare le articolazioni

  • Riscaldare i polsi e i pollici prima di ogni attività

  • Evitare gesti ripetitivi, appoggi prolungati o impatti diretti sul pollice

L’uso di un’ortesi durante lo sforzo può migliorare il comfort e la stabilità.

Attività alternative

Se gli sport abituali diventano troppo dolorosi è possibile dedicarsi ad altre forme di movimento :

  • Giardinaggio con attrezzi ergonomici

  • Attività acquatiche come l’aquabike

  • Esercizi di mobilizzazione del pollice (leggi i nostri consigli per limitare il dolore quotidiano)

  • Danza dolce o ginnastica di mantenimento

Muoversi non significa solo praticare uno sport, ma è un modo per preservare la propria autonomia, la fiducia in se stessi e il proprio equilibrio mentale.

Si inquadra nella gestione psicologica del dolore cronico.

In breve

Fare sport con una rizoartrosi è possibile, a condizione di ascoltare il proprio corpo, adattare i movimenti e farsi seguire, se necessario.

Non esiste un’attività “ideale” in senso stretto, ma sono possibili diverse soluzioni adatte a ogni persona e a ogni fase del percorso.

Continuare a muoversi significa anche preservare la propria mobilità, limitare l’impatto del dolore e migliorare la qualità della vita.